Costi non core · Buoni pasto e welfare

Buoni pasto e welfare aziendale
ridurre il costo senza toccare il beneficio

Il valore nominale del buono è quello che vede il dipendente. Quello che paga l'azienda è un'altra cosa: valore scontato dall'emittente, commissioni di gestione, costi di consegna, piattaforma. Sono condizioni negoziabili, ma quasi sempre restano quelle della prima sottoscrizione, anche quando l'organico è raddoppiato.

Come funziona la consulenza

Dove si nasconde il margine

Non è quasi mai una voce sola: sono più condizioni che, prese singolarmente, sembrano normali. È il confronto con il mercato e con i volumi reali a far emergere la differenza.

Sconto dell'emittente fermo alla prima firma

La percentuale di sconto applicata dall'emittente sul valore nominale dipende da volumi e durata. Cresciuto l'organico, la condizione iniziale è quasi sempre superata dal mercato.

Commissioni e servizi accessori

Costi di emissione, consegna, sostituzione, gestione della piattaforma: voci piccole prese singolarmente, che su migliaia di buoni l'anno pesano.

Quota esente non sfruttata

Il buono elettronico ha una soglia di esenzione più alta di quello cartaceo. Chi non ha ancora fatto il passaggio paga più contributi e tasse a parità di beneficio erogato.

Mensa e servizio sostitutivo senza confronto

Dove c'è una mensa interna o un servizio esterno, il costo per pasto erogato raramente viene confrontato con alternative e con il reale tasso di utilizzo.

Piano welfare come costo invece che come leva

Un piano welfare costruito bene riduce il costo del lavoro a parità di valore percepito dal dipendente. Costruito male è solo una voce di spesa in più.

Quando conviene guardarci dentro

1

Il contratto con l'emittente dei buoni pasto non viene rinegoziato da due anni o più.

2

L'organico è cresciuto in modo sensibile rispetto a quando è stato firmato il contratto.

3

Non sai dire quanto costa all'azienda un buono pasto al netto di sconto e commissioni.

4

Siete ancora sul buono cartaceo, o avete fatto il passaggio all'elettronico senza rinegoziare le condizioni.

5

Il piano welfare è stato impostato una volta e da allora non è più stato rivisto.

Se ti riconosci in due o più di questi punti, un'analisi preliminare serve a quantificare il margine prima di decidere qualsiasi intervento. Non impegna a nulla.

Cosa guardiamo nell'analisi

  • Costo effettivo per buono erogato: valore nominale, sconto dell'emittente, commissioni, servizi accessori
  • Volumi annui e stagionalità, per capire la posizione negoziale reale
  • Confronto delle condizioni con i riferimenti di mercato per fascia di volume
  • Trattamento fiscale e contributivo attuale, e margini della quota esente non utilizzati
  • Se presente mensa o servizio sostitutivo: costo per pasto effettivamente consumato, non per pasto previsto

Questa voce fa parte di un quadro più ampio: la consulenza riduzione costi aziendali interviene su tutte le categorie non core, e spesso il risultato migliore arriva lavorandone più d'una insieme. Vedi anche i servizi su HR e welfare.

Come lavoriamo

Analisi

Raccogliamo contratti, fatture e consumi degli ultimi 12 mesi e li confrontiamo con i riferimenti di mercato. Al termine sai quanto spendi davvero e dove.

Rinegoziazione

Portiamo al tavolo benchmark e volumi aggregati. Dove conviene cambiare fornitore lo diciamo, dove conviene tenere quello attuale a condizioni migliori, pure.

Controllo nel tempo

Verifichiamo che le condizioni concordate vengano applicate sulle fatture dei mesi successivi. È la parte che fa la differenza tra un risparmio annunciato e uno reale.

Zero risparmio, zero compenso

Il compenso è calcolato esclusivamente sul risparmio effettivamente ottenuto e verificato sulle fatture. Se da questa categoria non emerge margine, lo diciamo e non c'è nulla da pagare. È il motivo per cui non abbiamo interesse a gonfiare le ore né a chiudere un progetto prima che il risparmio sia reale.

Domande Frequenti

Tutto quello che devi sapere su Riduzione dei costi di buoni pasto e welfare aziendale

No, ed è il vincolo del progetto: il valore riconosciuto al dipendente resta lo stesso o migliora. Si interviene sulle condizioni che l'azienda ha con l'emittente e sul trattamento fiscale, non sul beneficio. Se l'unico modo di risparmiare fosse ridurre il buono, lo diremmo e non faremmo il progetto.